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L’enclave serba di Priluzje è situata in Kosovo, tra Pristina e Mitrovica ed è una delle tante enclave in
cui, finita la guerra, i kosovari di etnia serba hanno trovato rifugio e protezione dalla popolazione di
etnia albanese.
Anche Priluzje, come tutte le enclave, è dunque presidiata dalle forze di pace internazionali.
La popolazione, di circa 3000 abitanti, è di fatto confinata all’interno del proprio villaggio, dal
momento che l’odio etnico in quei luoghi è ancora una realtà e che solo recentemente sono stati tolti
check-points militari di sicurezza; per uscire, i serbi utilizzano mezzi delle UN o un treno che porta
direttamente nella parte nord di Mitrovica, zona della città rimasta sotto il controllo della popolazione
kosovara di etnia serba.
La vita è pertanto caratterizzata da uno stato di totale isolamento che amplifica le difficoltà e le
privazioni derivanti dalla totale mancanza di servizi. La giornata si svolge in una sorta di “isola a
parte”, totalmente alienata dalla vita sociale e politica della regione circostante.
I problemi all’interno dell’enclave sono numerosi a cominciare dalla pressoché totale assenza di servizi
(manca l’acqua, l’energia elettrica va e viene) alla mancanza di qualunque opportunità di lavoro che si
traduce nello sviluppo di fenomeni come la criminalità e l’abuso di alcool oltre
a quello molto diffuso del mercato nero attraverso il quale giunge una gran parte dei beni primari.
A capo dell’enclave c'è un sindaco in carica da un anno e con mandato di durata indeterminata (è la
gente che decide di cambiarlo). Ha pochi poteri, non meglio specificati.
Ad aiutarlo ci sono nove membri della giunta comunale (sono nove come la nove strade che ci sono
nell'enclave, ognuno di loro ha la responsabilità di una strada), in questa nove persone è compreso
anche il rappresentante della strada in cui c'è un campo Rom (il rappresentante stesso è rom).
Quest’ultimo è situato ai margini dell’enclave ed ospita circa 120 persone, invise dagli albanesi in
quanto sospettate in passato di collaborazionismo con i serbi e mal tollerate anche da questi ultimi.
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